Comuni del Consorzio


Foto copertina: © Vanessa Piroli


Piglio


Piglio è uno dei centri storici più apprezzati dei Monti Ernici, e sorge su uno sperone roccioso a circa 600 metri di altezza. Il territorio in cui ora sorge l’attuale centro storico era abitato dalle popolazioni erniche e il primo documento scritto in cui si menziona l’antico insediamento risale al 1088, in cui viene citato un “Castrum Pileum”.

Ha un centro storico ben conservato, passeggiando per il quale si possono visitare la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore edificata verso la fine del XIII secolo, e il Santuario della Madonna delle Rose risalente al XVII secolo. Appena superato il centro cittadino si incontra il Convento di San Lorenzo fondato, secondo la leggenda, da San Francesco in viaggio verso Subiaco.

Ma uno dei gioielli architettonici è senza dubbio il Castello Colonna: posto al centro del paese su uno sperone roccioso, risale al XI secolo ed è suddiviso in due parti: una parte alta chiamata Palatium superiore e una parte bassa detta Palatium inferius. La funzione principale del castello era quella di controllare la strada di accesso agli Altipiani di Arcinazzo.
Attualmente vi è ospitato l’Antiquarium comunale.

Piglio può essere considerato uno degli ingressi verso le montagne appenniniche Laziali, in particolare dei Monti Simbruini e Monti Ernici. Da qui, infatti è facilmente raggiungibile la località turistica “Altipiani di Arcinazzo” e qualche km più avanti, Filettino o Vallepietra. Dal paese è possibile godere di un ampio panorama verso le colline sottostanti e l’alta Valle del Sacco.

Foto: © Vanessa Piroli

Foto: anagnia.com


Foto copertina: Fonte © comune.acuto.fr.it


Acuto


Acuto sorge a 724 metri, su un costone dei monti Ernici, e le prime fonti sulla sua esistenza si hanno nel 1051, dove si parla di una roccaforte situata nei pressi di Anagni, il Castrum Acuti

Il borgo è perfettamente conservato e curato, con al centro il castello medievale la cui costruzione risale intorno all'anno Mille. La struttura attuale del castello è solo una parte di quella originale. Il portale d'ingresso conduce a un atrio spazioso, da cui si accede ai due piani, abitati fino ad anni recenti.Un torrione rotondo di tre piani, anch'esso abitabile, chiude la facciata sul lato destro. Fissando un appuntamento, è possibile accedere all'interno del castello, che dispone anche di un balcone panoramico che domina il paese.

Sempre ad Acuto troviamo La Collegiata di Santa Maria Assunta, considerata una delle più belle chiese del Settecento che esistono nel Lazio. La chiesa si presenta con una elegante facciata a due ordini con stile classico, sorretti da capitelli corinzi e con una immagine sacra della Vergine al centro del secondo ordine; l'interno, a navata unica con pianta basilicale e cappelle laterali, è riccamente decorato in stile barocco, con un ampio catino absidale e finestre in vetro policromo. Maestosa e imponente in una posizione dominante e centrale è tanto antica che se ne ignora l’esatta data di fondazione. L’edificio originale risale alla fine del XI secolo. La struttura attuale della chiesa è il risultato di varie trasformazioni avvenute durante i secoli. Il primo documento attestante l’esistenza di questa chiesa è una bolla del 1290 emanata dal Papa anagnino Bonifacio XIII che concedeva indulgenze a chi avesse fatto delle donazioni per la ristrutturazioni di questo edificio sacro.

Di particolare interesse artistico del XVIII secolo vi sono la pala dell’altare maggiore raffigurante l’Assunzione della Vergine, Sant'Antonio Abate, la Madonna del Salvatore, la pala dell’altare di S. Maurizio, il quadro di S. Carlo Borromeo e il tabernacolo in bronzo fuso in cera opera dell’accademico Ranocchi.

Foto: © Vanessa Piroli

Fonte: comune.acuto.fr.it | © Foto Alessi

Fonte: Pinterest


Foto copertina: © Vanessa Piroli


Anagni


Anagni, l'antica Anagnia capitale degli Ernici, si erge su una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco. La leggenda la annovera tra le "città saturnie", le cinque città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino, quest'ultima detta anche Antino).

È nota come La Città dei Papi, per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di Papa Bonifacio VIII e all'episodio noto come Lo Schiaffo di Anagni.

Nel centro medievale, fatto di edifici eleganti ed austeri, di chiese romaniche, di campanili, logge e piazze dall'architettura sobria ed essenziale, sono di grande interesse il duecentesco palazzo di Bonifacio VIII, il palazzo civico, la casa Barnekow e le numerose chiese, tra cui spicca la Cattedrale, con la splendida cripta i cui affreschi costituiscono uno dei più interessanti cicli pittorici del Duecento italiano.

La costruzione della Cattedrale di Santa Maria risale agli anni 1072-1104 ad opera del vescovo Pietro da Salerno e per la munificenza dell'imperatore d'oriente Michele VII Ducas. La Cattedrale è di stile romanico mentre, nell'interno, si presenta in gotico lombardo dopo il restauro del 1250 da parte del vescovo Pandolfo che fece sostituire le capriate in legno della navata centrale e del transetto con archi gotici. La frequente presenza dei pontefici in Anagni spiega perché la Cattedrale fu sede di importanti fatti storici come il "pactum anagninum" (trattativa tra il Papato e l'Impero) e la canonizzazione di San Bernardo di Chiaravalle, Santa Chiara d'Assisi, Edoardo il Confessore re d'Inghilterra e San Pietro eremita patrono di Trevi nel Lazio. In essa furono anche comminate le scomuniche contro l'antipapa Ottaviano Monticelli (Vittore IV) e contro gli imperatori Federico Barbarossa (24 marzo 1160), Federico II e Manfredi.

La Cripta della Cattedrale , dedicata a San Magno, patrono della città, una delle maggiori attrazioni turistiche della città[2], fu costruita contemporaneamente alla chiesa superiore tra il 1068 e il 1104. Conosciuta come la Cappella Sistina del medioevo, il suo pregio consiste nell'armonia di un mirabile intreccio di archi romanici, nel pavimento cosmatesco originale e negli splendidi affreschi che ricoprono una superficie di 540 m².

Foto: © Vanessa Piroli

Foto: © Carlo Ribaudo



Foto copertina: © Vanessa Piroli

Paliano


Su di un colle (475mt s.l.m), alle pendici dei Monti Prenestini ed Ernici, in posizione strategicamente dominante sulla Valle del Sacco, sorge Paliano, circondato da un verdeggiante paesaggio collinare, solcato da diversi corsi d'acqua affluenti del fiume Sacco, e ricoperto in parte da boschi di quercia, uliveti e vigne.

A partire dal XIII secolo fu posta sotto il dominio della famiglia Colonna, che lo ha sempre conservato nonostante alcuni intervalli di tempo in cui passò nelle mani di altre famiglie nobili, prima di essere annesso al Regno d'Italia.

Tra gli edifici da menzionare sicuramente vi è la Fortezza Colonna, la roccaforte della famiglia Colonna, che sorge su un colle tufaceo fortificato già in tempi antichi, ed oggi trasformato in Carcere di Massima Sicurezza.

Tra gli edifici legati alla famiglia Colonna troviamo anche il Palazzo Colonna, residenza privata della famiglia, all'interno del quale di particolare rilevanza è la Sala delle Armi, dove sono conservati trofei di guerra tolti ai Turchi a Lepanto, armi antiche e ritratti di famiglia. Nei saloni del piano nobile oltre a dipinti di artisti italiani e spagnoli del XVII e XVIII sec, si conserva un ritratto di Marcantonio Colonna, opera di Scipione Pulzone ed uno del papa Martino V, da ritenersi copia del Pisanello.

Di notevole importanza è inoltre la Collegiata di Sant'Andrea, la cui costruzione originaria sembra risalire addirittura al 1202, e che al suo interno ospita diversi affreschi e cappelle.

Foto: © Vanessa Piroli

Foto: © Frederick Sporchia


Foto copertina: © Vanessa Piroli


Serrone


Serrone è fatto risalire all’antico nome "serroni", che evoca i dorsi rocciosi e accidentati dell'appennino centrale che caratterizzano i pendii e le falde del Monte Scalambra su cui, a metà costa, sorse il nucleo originario del paese. I primi insediamenti sulle falde del Monte Scalambra, su cui si erge Serrone, risalgono all'epoca romana e furono favoriti dalla presenza di importanti vie di comunicazione, civili e militari, che collegavano la capitale dell'impero con Trevi, Subiaco e Vallepietra. E così, a partire dal VI secolo, sulle pendici del Monte Scalambra sorse il primo nucleo abitato e fortificato.

Da Serrone si gode un panorama completo della valle sottostante. Il suo centro presenta tutte le caratteristiche del paese di origine medioevale; le sue rampe e le scalinate, ancora oggi ben conservate, ne testimoniano le radici, mentre non sono rimasti che pochi ruderi dell'antica Rocca, la quale, malgrado la sua postazione, alta e ripida, per scongiurare attacchi, ha dovuto subire non solo l'ingiuria del tempo, ma anche e soprattutto quella dei cannoni.

Da segnalare tra gli edifici di interesse la Chiesa di San Pietro Apostolo, in cima al centro storico, di cui non si hanno documenti certi sull'anno di edificazione ma sembrerebbe essere presente già dall'anno 1192. La struttura attuale è il risultato di diversi restauri operati nel corso degli anni, di cui il più importante nel 1600.

Procedendo sulla montagna sovrastante, quasi sulla cima, troviamo il piccolo Eremo di San Michele Arcangelo, risalente al 600. Si narra sia stato fondato da San Benedetto in persona ritiratosi in contemplazione sotto il costone roccioso che lo sovrasta in compagnia di tre corvi che gli avevano indicato il cammino. L'eremo fu restaurato nel 1758. Ancora oggi è visibile nella roccia l'impronta, che secondo la leggenda, apparterrebbe al santo. Successivamente fu dedicata al santo patrono di S. Michele Arcangelo.

Il centro storico, con i suoi vicoli stretti, gli archetti, i sanpietrini e le gradinate, è un vero e proprio gioiello incastonato nella roccia del montagna, con tantissimi angoli tutti da scoprire.

Foto: © Vanessa Piroli

Foto: © Vanessa Piroli